martedì 26 agosto 2008

My form of Art


Difronte ai 3 quadretti bianchi mi rendo conto che il mio spirito artistico e' stato significativamente compromesso da anni di studi in ingegneria, ne e' rimasto poco o niente, molto probabilmente niente.


Dovevo dare un po' di colore all'appartmenteto, magari qualcosa mi meno angosciante degli Psico- Panda che abbellivano la cucina dove stavo prima.


Avevo scelto i colori con cura maniacale. Giallo, perche' il giallo mi piace, rosso, perche' anche quello mi piace ed infine del bianco e del nero perche' un po' di bianco ci vuole sempre e lo stesso vale per il nero.


Se avessi tentato di fare un disegno di qualcosa che si rifa' alla realta' il risultato sarebbe stato quantomeno "inappendibile", cosi' mi lascio trasportare dall'ispirazione artistica ed inizio a buttare la temprera sulle 3 tele spargendola con movimenti tanto rapidi quanto sicuri.
Il delirio artistico, sebbene non stimolato da alcuna sostanza stupefacente, va avanti per almeno 10 minuti, quando l'ispirazione chiama e' difficile fermarsi.


I 10 minuti di psicosi hanno lasciato significativi segni su vestiti, tavolo e moquette..
Trovare un nome a questa meraviglia si e' rivelato anche piu' complesso che darle luce.
Ho deciso di intitolare il pezzo d'arte "rigurgito policromico su tela quadrangolare" che sebbene un po' tecnico da idea della realta'.


Non so come chiamare le macchie di colore che sono rimaste sulla moquette, lascio carta bianca alla padrona di casa, spero il di lei senso artistico sia sviluppato almeno quanto il mio.

giovedì 7 agosto 2008

Clothes Organizer


Nel medioevo c’erano frati che la sera (o la mattina) si fustigavano, credo fosse per espiare I peccati o forse perche’ il dolore li faceva avvicinare a Dio, ero appena uscito dal centro commerciale con il pacco sulle spalle e nei primi 50 metri mi ero gia’ messo in “contatto con Dio” un paio di volte ed in entrambi I casi avevo sporto feroci lamentele.


Avrei dovuto immaginare che portarsi via un piccolo armaio montabile avrebbe avuto senso solo se avessi avuto una macchina nel garage del negozio.


Il primo dubbio che stessi per fare una cazzata mi era venuto in mente quando il cassiere era tornato trasportanto il pacco su un carrello.


Per prima cosa avevo dato un occhiata alle “specifiche” tecniche del mio acquisto, il peso era di 28,9 Kg, quei 900 grammi mi avevano subito preoccupato ma ormai ero troppo inguaiato e non mi andava di dire “scusi.. mi sono appena accorto che non sono un mulo.. magari lo vengo a prendere un altra volta”


Anche solo uscire dal negozio con atteggiamento disinvolto aveva fatto gonfiare tutte le vene che madre natura mi aveva dato dai piedi in su.
Casa mia e’ a meno di un migliaio di metri ma ogni passo che facevo generava da 3 a 4 lacrime di dolore.


Alla fine sono giunto a destinazione, l’armadio e’ montato ed a testimonianza dello spirito di sacrificio che ne ha caratterizzato il trasporto ho lividi di dimensioni significativamente diversi da zero disposti in maniera simmetrica su entrambe le spalle e braccia.


Per fortuna l’estate e’ ancora lontana.. andassi in spiaggia in questo stato chiamerebbero I servizi sociali pensando che a casa vengo sistematicamente maltrattato.